mercoledì 6 giugno 2012

Story Spinner: farsi i muscoli a suon di prompt!

Può accadere che vi manchi l'ispirazione, come può accadere che vi manchi quel pizzico di sale che possa insaporire le vostre idee. Altre volte, invece, si ha solo voglia di scrivere qualcosa, ma non si sa esattamente cosa... 
Mettetevi pure l'animo in pace - o quasi -, esiste Story Spinner!

martedì 5 giugno 2012

Il "Teaser Tuesdays" di Atelier

Per oggi non avevo preparato nulla di particolare, ma non sapevo nemmeno cosa scrivere di semplice.
La fortuna mi ha assistito, però, perché andando all'elenco dei blog che seguo ho trovato l'iniziativa del giovedì di Atelier dei libri: Teaser Tuesdays!


Questo post vuole essere una pubblicità all'iniziativa sopra citata e voi, molto semplicemente, dovete prendere il libro che state leggendo, aprirlo a una pagina a caso e scegliere un trafiletto da condividere con il mondo U.U
Ecco il mio contributo:
                                                         
Amrita di Banana Yoshimoto, pagina 153-154 


Mentre Ryuichiro* faceva la doccia, riprovai a telefonare a casa di Eiko, ma non rispose nessuno. Dopo aver fatto la doccia, mi sentii crollare. Ci infilammo nel letto matrimoniale ma riuscimmo solo a dirci "Che stanchezza!", a scambiarci un bacio, e senza fare niente, accostati l'uno all'altra come una coppia di vecchi coniugi, ci addormentammo. Fa che non succeda mai che mi svegli e lui sia morto, o non ci sia più, e se quel giorno dovesse arrivare ti prego, non fare mai che io lo sappia prima. Fu la mia preghiera, prima di piombare nel sonno.






*Il nome sarebbe provvisto degli appositi allungamenti sulla U e sulla O, ma io non ricordo come farli -.-


La casualità centra poco, in realtà, perché il segnalibro a calamita ha fatto il suo sporco lavoro e queste sono le ultime righe che ho letto.
Con questo vi mando la buona notte e vi auguro una buona lettura. 

lunedì 4 giugno 2012

[I Riti dello scrittore] L'ermafroditismo dello scrittore

Oggi ho affrontato un potente acquazzone per giungere più o meno intatta allo Spazio Gerra, dove ho conosciuto Monica.
Posso dire di essermi completamente ripresa non appena si è parlato del progetto estivo ANTWORK, di cui vi ho già parlato.
Le cose sono notevolmente migliorate quando ho scoperto che il 6 e il 7 luglio parteciperò attivamente alle serate a Reggio Emilia: s c r i t t u r a  d a l  v i v o.
Sono iper contenta infatti, perché oltre ad aver contribuito a questa ideazione io scriverò dalla mia postazione nelle 24 ore di apertura dello Spazio Gerra. 
Cosa scriverò? Semplice! Il tema Land!Terra a cui anche Monica si è dovuta ispirare, l'ha condotta a produrre fotografie splendide alternate a disegni altrettanto particolari e pieni. Tutte queste opere da lei prodotte saranno i miei prompt - temi, detta all'italiana.
Comunque, dopo il briefing siamo andate a "prenderci un caffè" e le nostre chiacchiere sono sfociate nei mille e uno argomento. E si è parlato anche di sesso, perché siamo fatti anche di quello...



Che lo scrittore abbia sesso è fuori questione.
Fa sesso, pensa al sesso, ma non ne ha uno.
Non esiste infatti la parolina ‘scrittrice’, eliminatela.
Come non esiste la parolina ‘poetessa’: via, sciò.

Come mai?

domenica 3 giugno 2012

Il 28 giugno si avvicina: intervistiamoci!

Dopo due pranzi passati in famiglia, dopo così tanto cibo e chiacchiere, mi intervisto. Again.
Mi rendo conto che sarebbe più logico e meno pietoso se mi intervistasse qualcun altro, ma quel qualcuno non c'è al momento e il 28 giugno si avvicina, quindi devo fare qualcosa.
Cosa accade il 28 giugno di così importante? Semplicemente sono stata contattata per un'altra serata letteraria organizzata dalla sezione artisti dei comuni di Reggio Emilia, Modena e Parma. Il progetto si chiama ANTWORK e coinvolge il pubblico in serate a base di racconti, musica, poesia, dipinti, fotografia... Performance da parte di noi giovani artisti.
Per quest'anno è stato anche scelto un tema su cui basare le opere da presentare: Land!Terra.
Ma visto che non posso mostrarvi il testo prodotto al riguardo, mi impegnerò a focalizzare la vostra attenzione su quelli pubblicati tra queste pagine. Non scappate, mi raccomando!

sabato 2 giugno 2012

[Stralci da una cruna d'ago] Diciannovetrentaquattro

Ed eccomi qui, dodici ore dopo la partenza alla volta di Faenza e di una giornata di famiglia. Si è mangiato, si è chiacchierato e giocato con palloncini grandi grandissimi e pure gialli. E si è pure scoperto che il mondo è veramente piccolo... 
Comunque! 
Sarà o non sarà l'orario giusto, sarà o non sarà la festa giusta in cui proporlo, ma io vi presento lo stesso questo racconto. Che, lasciatevelo dire, è il collante di questa raccolta. Qui c'è il perché della stranezza, c'è il come dei racconti, c'è il chi della narrazione. Non posso che dirvi buona lettura.


Diciannovetrentaquattro.


Bianco di Seta era un uomo caldo.
Passionale.
E aveva un cane,
no una rana.

Risate, suscitava risate.
Ma a lui piaceva.
Bianco di seta era così (ma sì) alto così quanto me, poco più di me.
E castano.
Due occhi verdi da infarto.
?
Silenzio.
Perché dopo un infarto c’è silenzio.
Non che prima ci fosse stato rumore!
Non che il cuore si fosse rotto…
Aveva fumato almeno una volta, ed era stato capace di mordere più di una matita al giorno, annusandone il legno.
Non chiamava mai per telefono, a meno che non fosse pubblico:
gli dava l’idea del saluto, correre fuori e chiamare.
Di lui ci si ricordava solo di quei passi che faceva; nulla aveva che lo identificasse in un nome vero.
Doveva essere un angelo, ma il fumo che mandava giù gli aveva rattrappito le ali. Che simili a foglie secche si lasciavano ingiallire, fino allo sfinimento.
Per lui alcune composizioni d’abiti necessitavano del copia e incolla: toglierseli era una noia mentale, perché già pensava a come avrebbe faticato nel ri-assemblare quell’accostamento, facendolo risultare bello come gli era riuscito in quella volta ovviamente fortuita.

venerdì 1 giugno 2012

[Frammenti da un Luna-Park] Maschera


È il primo giugno e si torna sui binari della scrittura.
Salutiamo maggio e diciamo buongiorno ai nuovi trenta giorni dinanzi a noi con il prossimo racconto della raccolta Frammenti da un Luna-Park.



MASCHERA.

Roma alle otto e tre quarti è un caos, e così a qualunque altro orario.
E se avere una smart ti può dare l’idea di salvezza, in realtà non c’è scampo: ci si sente imbottigliati in quel brulicare fitto.
Era chiaro, nonostante l’ora, che il rumore andava guadagnato: molto semplicemente bisogna cozzare per fare rumore, e lui per esempio era solo.
Si era mosso con il freddo aleggiante a tre centimetri da terra, trascinandosi per i marciapiedi e le vie così larghe di quella città, fino ad arrivare davanti alla stazione.
Se ne stava quindi, in tenuta da mimo, a muoversi inscatolato nel rumore esterno.
Solo.