giovedì 24 aprile 2014

[I Riti dello Scrittore] I progetti

Tornano sui vostri desktop I Riti dello Scrittore, per chi ne avesse sentito la mancanza o anche solo per chi si fosse chiesto "possibile non abbia nient'altro da dire?".
Qualcosa da dire in effetti ce l'ho, si tratta dei progetti che ogni rispettabile aspirante scrittore si inventa per tenersi occupato. Perché il problema dello scrittore è non sentirsi fermo.
Vedete, molto spesso uno scrittore intraprende un nuovo progetto per dimostrare di non avere il blocco dello scrittore, la cosa realmente terribile è che si farà prendere dall'entusiasmo e i progetti lieviteranno a dismisura. 
Ma per una maggior chiarezza è giusto che vi illustri la situazione per gradi.

lunedì 21 aprile 2014

[INSTANOVEL] Ceramica rossa

Titolo: Ceramica rossa

Immagine di: magogalbusera, Dario Grillotti

Parole chiave: love addicted

Dal racconto:
«Ha deciso spontaneamente di presentarsi, non è da tutti» è un inizio brusco, che mi fa pensare a un orologio con le lancette che si inseguono velocemente.
«Ho una buona preparazione alle spalle, che non mi è stata utile nel momento opportuno».
«È per questo che è venuto qui?» mi chiede, come se la denuncia non avrebbe comunque condotto a questo incontro.

domenica 20 aprile 2014

TV spazzatura: i problemi di look

Come esistono i "cibi spazzatura" esistono i programmi spazzatura. Entrambe le cose colpiscono inesorabilmente il nostro organismo mandandolo in pappa.
Per i primi ci sono i dottori, gli allenatori, i genitori salutisti, ma per i secondi sembra non esserci nessuno pronto a proteggerci dagli effetti indesiderati.
Questo perché c'è l'idea di fondo secondo la quale la tv non crei chissà quale danno, solo perché non è un danno visibile nell'immediato.
Nel corso degli anni ho visto i programmi tv peggiorare a vista d'occhio, programmi che fanno realmente audience quando dovrebbero colare a picco come il Titanic.
Un esempio è il "Grande Fratello": lo sento da quando sono ragazzina, e la cosa mi sembra realmente assurda. Per non parlare di "Uomini e donne": se riusciamo realmente a prendere sul serio una relazione nata in televisione, con gente che si mette a discutere davanti ad altri/e contendenti dei problemi di coppia, allora non riesco a capire perché faccia tanto scalpore che ci siano persone che si incontrano su internet, chattando. Forse perché fa troppo nerd e i nerd non fanno figo.
Ma oggi punto a un confronto tra il programma "Ma come ti vesti?!", condotto da Enzo Miccio e Carla Gozzi, e "Come mi vorrei", condotto da Belén Rodriguez, contro il quale è stata attuata una raccolta firme online da parte di  Camilla Bliss (username su Facebook), studentessa di Scienze dell'Educazione, per la chiusura dello stesso. In quanto programma definito maschilista, e quindi finalizzato a sminuire la figura femminile.
Ovviamente la prima domanda che viene spontaneo porsi è: perché il primo programma citato non crea tanto polverone quanto il secondo?
Ecco, bene, la questione parte tutto da come si pongono i conduttori, ma partiamo per gradi.

mercoledì 16 aprile 2014

UOMO vs NATURA: come generare problemi

Mi è capitato sotto il naso l'articolo "Madri e padri sono importanti in quanto genitori e non perché maschi o femmine" scritto da Elena Tebano per il Corriere della Sera.
Ammetto che, come al solito, ad attirare maggiormente la mia attenzione sono state le reazioni/risposte dei lettori. 
La maggior parte di loro si accanisce sul termine GENITORI, facendo riferimento al suo significato "generare". Il succo della questione sarebbe che permettere a una coppia omosessuale di essere genitori è fuori questione, dal momento che non generano.
Questa affermazione stimola numerosi pensieri, che ho pensato di riordinare e portare alla luce su queste pagine.
Vediamo la prima: l'adozione.
Ci sono vari motivi che hanno spinto e spingono le coppie all'adozione dei bambini, uno tra questi è l'impossibilità di procreare. La natura, dal momento che sembra avere un peso molto importante quando si parla di omosessualità, ha impedito loro di avere figli. La natura, attenzione bene, mica quello da cui vanno a prendere il pane o fare le denunce dei redditi.
Ecco, lei si è messa in mezzo e ha detto no, ma l'essere umano permette loro di adottare bambini, ovviamente dopo i dovuti controlli (questa è una speranza, forse una mia aspettativa, non so. Io prego ci siano dei controlli).
La natura non li ha resi genitori (non so se si è capito, ma questi non generano), ma loro si sono fatti famiglia.
Quindi: Uomo 1 - 0 Natura.

lunedì 14 aprile 2014

[Fingerbooks] La porta

Altra trasformazione, da post a ebook, ma questa volta per uno dei racconti della raccolta Stralci da una cruna d'ago: La porta.


 Fingerbooks - La porta


giovedì 10 aprile 2014

La storia di questo blog in una manciata di parole.

Un racconto prima di uscire di casa

Come da titolo, ho pensato di condividere un racconto veramente breve prima di uscire di casa.
L'ho trovato mentre, in realtà, cercavo altro, ovviamente.


ZOMBIE


L’arto fantasma, a sinistra, gli prudeva orribilmente e lui ancora non aveva capito come poterselo grattare.
Era veramente fastidioso sapere che c’era un vuoto che necessitava di essere grattato, come se una piuma antipatica si divertisse a spiumazzare su e giù per l’avambraccio.
La notte poi, al buio, odiava mettere avanti le mani, perché sapeva che si sarebbero visti solo due orridi moncherini.
Sì, entrambi gli arti non c’erano più e il suo equilibrio di tanto in tanto ne risentiva.
Era stato costretto a farsi strappare le maniche della giacca, perché se fossero rimaste lunghe lo avrebbero davvero fatto sentire ridicolo (e a dirla tutta sarebbero state più di impiccio che altro).
Ormai, l’unica cosa da fare sembrava doversi grattare coi piedi, peccato fossero passati dei mesi dall'ultima volta che si era tagliato quelle maledette unghie: sporche, rovinate, ingiallite dal continuo camminare a piedi scalzi. Eh certo, cosa se le metteva a fare le scarpe se non poteva allacciarle?
Era triste, veramente triste.
Anche perché, era stata in una di quelle occasione che aveva perso la testa.
Come al solito i moncherini se ne stavano a mezz'aria senza alcuna speranza di poter afferrare qualcosa, i piedi camminavano tagliandosi di tanto in tanto e inciampando in una qualche radice ben mimetizzata, mentre la testa se ne stava svenevole leggermente piegata sulla destra.
La bocca semi aperta lasciava intravedere una lingua violacea del tutto simile a una cozza: adagiata nel suo guscio era restia a muoversi, mostrandosi appena appena, come fosse un lumacone.
Ma il grido tipico delle prede lo destò da quel torpore: la testa si fece dritta e iniziò a guardarsi a sinistra e a destra e poi...
Poi sbam!
Un’asse di legno bella grande lo colpì facendogli rotolare il cranio giù per la collina, il lumacone non aveva fatto in tempo a ritirarsi e venne mozzato dai denti storti. Gli occhi rotearono nelle loro orbite seguendo alla perfezione il rotolamento della testa, che, seppur staccata, insisteva in un rantolo monotono.

Il corpo non poté che seguirla e per quella notte dovette accontentarsi del fango e dei suoi abitanti, mentre la sua cena andava a nascondersi in un posto sicuro, ancora esaltata all'idea di essergli scampata.