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sabato 5 aprile 2014

[Dialoghi] Superstizioni e altre paure

Le famose pulizie di primavera riportano alla luce cose di cui ci si era dimenticati. In questo momento, le pulizie le sto facendo nella miriade di cartelle presenti sul computer, che a quanto pare nascondevano cose che rasentavano l'osceno, tanto quanto storie troppo vecchie per esistere ancora.
Tra tutti questi file ho trovato il seguente racconto abbandonato e lo pubblico... in memoria dei vecchi tempi. Vale a dire che non ce la faccio più a eliminare così tante storie, e almeno questa devo salvarla!

SUPERSTIZIONI E ALTRE PAURE

«Eh adesso! Non esageriamo».
«Ma che esageriamo! Qui sto programmando la mia vita sul calendario, le date per me sono come la droga ormai. Senza contare il numero di post«it necessari per l’organizzazione».
«Ma tu sei matta. Una camomilla no?».
«Sì anche quella, tutto. Guarda ormai posso dire di avere troppa roba qua dentro».
«Dentro dove? Non so se l’hai notato ma siamo al telefono».
«Sì bé, nella testa, nel corpo. Mi sa che entro marzo dovrò rinunciare a chessò…un rene, un polmone! Per farci stare tutta sta cultura».
Le parte una risata a squarcia gola. «Ma smettila! Anche se potrebbe essere interessante, saresti sicuro il primo caso mondiale. Già vedo i titoli: “Studentessa fa posto alla cultura, vi chiedete come? Tutto a pagina 13”».

domenica 13 gennaio 2013

[Dialoghi] Sondiamo il terreno in cerca di segni


Dialoghi: qual è il tuo preferito?
I libri
Il bicchiere
Il gatto
La strada


Sondiamo il terreno in cerca di segni

Oggi è oggi, e quindi lancio il via ai sondaggi. Non avevo altra scusa, se non quello di non averci pensato all'inizio dell'anno.
Così eccoci qua, con quattro sondaggi letterari: il primo lo trovate qui sotto, ed è inerente alle tre raccolte. Gli altri tre fanno riferimento alle raccolte singolarmente, quindi a ognuno ha il suo post: Stralci da una cruna d'ago - Frammenti da un Luna-Park - Dialoghi.
I sondaggi saranno anonimi, ma se ve la sentite di rischiare potrete sempre farvi vivi e lasciare un commento qui sotto. Sono sempre graditi e ben accetti ;)



Qual è la tua preferita?
Stralci da una cruna d'ago
Frammenti da un Luna-Park
Dialoghi

domenica 21 ottobre 2012

[Dialoghi] La strada

E oggi terminiamo questa breve raccolta. Ora sì che mi tocca inventare qualcosa di completamente nuovo!
I prossimi appuntamenti sono il concorso "Ma adesso io" con il racconto "Queste siamo noi" e i risultati del concorso "Subway MetroBs" al quale ho partecipato con il racconto "Collins".
Incrociamo le dita e speriamo anche per il racconto illustrato "Blu acido" - creato in collaborazione con Monica Rot -, scartato dai giudici del concorso Lucca Project contest 2012.

La strada.


- Si immagini una strada.

- Sì.

- Ecco bene, com’è?

domenica 30 settembre 2012

[Dialoghi] Il gatto


Le domeniche non diventano buone per niente, quindi perché non pubblicare un racconto?
Mi raccomando, fatevi sentire ;)

IL GATTO

- … Che cosa vede?

- Vedo… Un gatto.

- Un gatto. Lo descriva, lo posizioni.

- È molto grande, sta appallottolato. Lo vedo di spalle. È in un prato verde, di fiori.

- Fiori? Sa anche quali?

- Margherite, sono piccole e le vedo sfocate. Percepisco tutto sfocato, il prato i fiori: i fili d’erba li sento staccati tra loro a livello corporeo.

- Emanano calore?

- Non saprei. Non sento freddo o caldo. Il gatto è molto grande, ha la testa nascosta dalle spalle, un sedere minuscolo che termina con una coda lunga e sottile.

- Che fa il gatto?

-Dovrei avvicinarmi, girargli intorno per scoprirlo…

- Non vuole?

- Faccio un paio di passi, faccio uno struscio continuo, ma lui non si scompone.

- È calmo… Prosegua.

- Mi sposto un po’ sulla sinistra e gli vedo un orecchio, piccolo e a punta.

- Si è dimenticato di dirmi com’è il gatto, oltre che grosso.

- Bè è grigio, con striature di grigio più scuro, però credo che quel grigio sia solo sporcizia, dove sarà stato?

- Non lo sa?

Diniego.

- Vada avanti… Diceva che si era spostato…

- Sì, sulla sinistra. Gli vedo anche una parte di testa, la muove su è giù. Sento che si sta leccando una zampa.

- Sa il perché?

- No, ma ora che mi chino un poco, senza procedere, credo che ci sia qualcosa lì…

- Lì dove?

- Tra le sue zampe. Non credo di volerlo vedere.

- Perché? Crede possa spaventarla?

- Sono già spaventato, voglio uscire…

- Uscire da dove?

- Da qui… La prego mi faccia aprire gli occhi.

- Ma lei è libero di aprire gli occhi senza che io glie lo dica.

- No, non è così… Se fosse così semplice l’avrei fatto…

- Mi ascolti e non si agiti. Ha chiuso gli occhi per entrare in una sua visione, può uscirne senza permessi… Deve credere alle sue sensazioni, non combatta così il suo corpo.

- La prego lo dica, mi dica di aprire gli occhi…

- Mi sa dire che sta succedendo?

- Tutto si dissolve, diventa nero, il gatto è lì che non si gira… Lo spazio della visione si ritira in un puntino lontano. Vedo nero, tutto nero. Potrei perdermi.

- Vede nel buio l’infinito?

- No, ha ragione… È chiuso… Il buio è chiuso, soffoco! Dove sono? In una scatola? Sono in una scatola?

- No, lei è su un divano, il mio. Ha gli occhi chiusi e può aprirli.

Affannamento ad occhi aperti, - Il gatto si è girato, solo che ormai era tutto così minuscolo.

- Cosa era minuscolo?

- Il buio stava riducendo a un puntino il prato, il gatto. Io ero nel buio e la fessura del colorato dava sull’orecchio del gatto. Lui si è girato e gli ho visto l’occhio.

- Com’era?

- Piccolo. Nero. Accerchiato da un filo dorato.

sabato 22 settembre 2012

[Dialoghi] Il bicchiere

Buon sabato pomeriggio a tutti!
Ogni tanto anche io mi faccio viva... Posso assicurarvi che mi spiace di non essere più così presente, ma esattamente non so che mi frulla in testa.
Ho un sacco di progetti che vorrei realizzare e l'inizio del nuovo anno accademico si avvicina. Il tempo scarseggerà e se sono così ora che di tempo ne ho anche abbastanza, figuriamoci da ottobre!
Sono un disastro... bof.
Intanto, come similpremiodiconsolazione, vi lascio alla lettura di un altro dei dialoghi.


IL BICCHIERE.

- Mi sento spossata dai sogni che faccio, rimarrei nel letto per ore.

- Si sveglia?

- Di tanto in tanto capita, si interrompono anche sul più bello.

- Forse è per questo che vuole continuare a dormire…

- No no, mi sento stanca, come se non avessi dormito abbastanza. Sognare richiede energia…

lunedì 3 settembre 2012

[Dialoghi] I Libri

Non è una raccolta che possa tenere testa alle altre, non per quantità almeno. Forse nemmeno per contenuto, ma scriverla è stato bello: sperimentare unicamente i dialoghi e poco più per rendere una scena mi ha obbligata a costruire una psicologia più solida nel personaggio. 
Che tra l'altro sono a farsi psicanalizzare, anche se dubito funzioni realmente così dallo psicologo...



I LIBRI

- Rispetto all’altra volta, nota miglioramenti?

- Migliorare è un obiettivo che ho difficoltà a notare in così poco tempo, ma qui si procede sempre.

- Procedere può voler dire anche peggiorare…

- A volte capita, ma forse può aiutare. Che ne dice di un gioco associativo? Così, per rilassarsi.

…

- Che le viene in mente?

- Coniglio.

- Bene ora… Coniglio…

- Orologio.

- Già qui la fermo, mi scusi… Perché orologio?-

- Alice nel Paese delle Meraviglie, il coniglio ha l’orologio.

- Mmm… È un coniglio intelligente da quel che mi risulta.

- So solo che è in ritardo e che è bianco.

- Mm. Certo… Carota, coniglio, orologio. Vediamo, la prima associazione è comune, mentre la seconda tende verso l’inverosimile. Raggiunge una conoscenza, mi segue?

- Credo di sì…

- Bene. Riproviamo. Orologio.

- Ticchettio… Coccodrillo.

- Peter Pan?

- Sì, lui.

- Legge molto in questo periodo?

- Ho sempre letto molto… Mi piacciono i libri.

- Trova necessario rifarsi a loro nelle associazioni?

- Mi viene naturale in realtà…

- La rassicura trovare un appiglio? Dico riuscire ad associare.

- Non so. Associo senza pensare.

- Ed è così che deve essere, ma… Mi chiedevo se, associando ai libri le parole o le immagini che le vengono proposte, ha qualche sensazione positiva.

Alzata di spalle, mani intrecciate lievemente, corpo in punta di sedia, avambracci appoggiati alle cosce.

- Si sente a disagio?

- Un po’.

- Come mai? Parliamo dei libri che le piacciono, no?

- Sì certo, solo mi sento agitato.

- Agitato, e da cosa?

- Non stiamo dialogando.

- Qui lei viene per sentirsi aiutato, devo farle domande per trovare le risposte.

- Mi aiuterebbe dialogare con lei, così mi sento assalire.

- Mmm… Di che potrebbe dialogare con me?

- Credo di qualunque cosa…

- Perfetto, allora… Parliamo dell’ultimo libro che ha letto.

- Coraline, di Neil Gaiman. Sa chi è?

- No, mi spiace… Sono un amante degli autori russi.

- Lo ritengo un ottimo scrittore, ma non credo faccia per lei.

- Perché le ho detto che mi piacciono gli autori russi?

- Bé sì, in Gaiman c’è fantasia, realtà, orrore e bellezza. Credo sia dovuta a questo la collaborazione Gaiman-Burton.

- Burton, regista particolare non c’è dubbio.

- Sì, affascinante. Ha visto qualche suo film?

- In realtà non saprei dirglielo con certezza… Non guardo mai chi sta alla regia

- Ma ha detto che lo ritiene particolare…

- Per sentito dire in realtà. - silenzio nella stanza - Di nuovo a disagio.

Sorriso tirato.

- Ma questa volta preferisce infossarsi nella poltrona… Cosa la trattiene?

- Come prego?

- Sì, prima avrebbe voluto alzarsi e andarsene… Ma ora si infossa nella sedia. Entrambe le volte era a disagio, ma per motivi diversi.

- Perché ci tiene così tanto ad analizzare queste sfumature?

- Perché le sfumature rendono differenti gli oggetti simili, ma ora che si è ricomposto… Mi parli di Coraline.

- È una bambina che si è trasferita con la famiglia in una casa circondata dal grigiore. Annoiata trova una porta speciale in casa sua e finisce dall’Altra parte.

- Dalla sua enfasi capisco che l’Altra parte è un mondo speciale.

- Già, è un mondo che appare divertente, allegro, pieno di colori e buon cibo.

- E lei? Ha mai traslocato?

- Avevo due anni, ci siamo trasferiti dove abitiamo ora. Ma è inutile dirle che non mi ricordo nulla.

- Sì era troppo piccolo in effetti… Le piace dove abita?

- Mi piace chiamarla casa, ma in sé andrei volentieri in un altro posto.

- Come mai..?

- Ha tutto l’aria del povero.

- La casa?

- La casa e noi…

- La sua famiglia.

- Sì. - strofinamento d’occhi.

- Si spieghi…

- I mobili in cucina sono fatti di truciolato, uno sportello si è rotto in alto e ora si chiude lasciando uno spiraglio. La casa è stracolma di cose, è piena come un uovo. Mia madre quando mia sorella va al mercato e torna con qualcosa le dice che non è necessario lavarlo…

- La disgusta?

- Mi dà l’idea di sporco… Anche casa mia, per quanto invece sia pulita.

- Associa povertà e sporcizia.

- Sì, non si dimentichi il sovraffollamento.

- Giusto.

…

- Lo ha mai espresso questo suo pensiero di voler cambiare casa?

- No, abbiamo avuto il mutuo finora. Non è gioco andarsene adesso.

- Non esprime e non chiede perché si immagina dei no?

- Non lo trovo sensato…

- Fa spesso di questi ragionamenti? Risparmia sulle domande da fare? - scherzosamente.

- Sì, capita.

- Escludendo la faccenda di casa sua, non crede di darsi troppi paletti entro cui stare?

- Credo non sia necessaria una domanda se già se ne conosce la risposta.

- Io con lei l’ho fatto, ma non per la risposta in sé. Per il tono, l’espressione, per capirla.

Alzata di mento.

- A volte è un bene liberarci di alcune domande, potrebbe pure rimanere sorpreso. Inoltre fare domande e ricevere risposte può portare al dialogo. - chiude il quaderno - È bello sentirsi dire a voce anche cose che si sanno già, ma capisco che lei ha paura dei famosi “non si può”. I suoi libri me lo sottolineano. - sguardo incrociato - Non abbia paura di non potercela fare.